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Samuele Lastrucci

Fiorentino, classe 1994, Samuele Lastrucci appartiene alla nuova generazione di direttori italiani che costruiscono la propria identità attraverso la ricerca storica e la prassi esecutiva. Dopo la formazione alla Scuola di Musica di Fiesole sotto la guida di Federico Maria Sardelli, di cui diventa assistente in numerose produzioni nei principali teatri italiani, approfondisce l’idioma musicale francese del Grand Siècle al Centre de musique baroque de Versailles, dove è l’unico giovane direttore d’orchestra italiano ad essere stato accolto con un percorso formativo specificamente strutturato accanto ai più autorevoli interpreti del repertorio d’Oltralpe. Questa duplice linea — l’eredità metodica fiesolana e l’assimilazione diretta dell’estetica francese — definisce il suo profilo artistico.

Nel 2017 fonda l’ensemble I Musici del Gran Principe, dedicato alla musica sacra e profana barocca tra Firenze e Parigi e ispirato alla figura di Ferdinando de’ Medici, raffinato musicista, collezionista e mecenate, nonché bis-cugino del Re Sole: una genealogia culturale che diventa chiave interpretativa del repertorio. Con l’ensemble — che comprende orchestra e coro — Lastrucci realizza incisioni per Brilliant Classics, Glossa e Naxos e affronta numerosi progetti filologici, tra cui la prima esecuzione moderna di Ercole in Tebe di Jacopo Melani al Teatro della Pergola, l’opera che nel 1661 aprì per la prima volta al pubblico il teatro fiorentino.

Il percorso direttoriale conosce una svolta con il debutto al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dove è invitato a dirigere il grand motet Exaudiat te Dominus di Jean-Baptiste Lully, che segna la sua affermazione come specialista del repertorio francese in Italia. Parallelamente cura, accanto a Sardelli, la prima esecuzione integrale in epoca moderna della mascarade royale Le Carnaval di Lully, un progetto che nel 2026 sarà portato in tournée in numerosi teatri italiani ed europei.

Nel 2024 la Santa Sede lo invita a dirigere uno dei concerti ufficiali in preparazione al Giubileo, proponendogli l’esecuzione del Messiah di Händel nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma. Il successo dell’evento apre a due ulteriori appuntamenti romani che si svolgono sempre nell’ambito del Giubileo: una serata in Sant’Agnese in Agone con il Miserere di Allegri e il Dixit Dominus di Händel, e un concerto in San Luigi dei Francesi con il Miserere di De Lalande e lo Stabat Mater di De Brossard.

Accanto all’attività musicale, Lastrucci dirige dal 2019 il Museo de’ Medici alla Rotonda del Brunelleschi di Firenze, dove ha riaperto al pubblico uno spazio rimasto chiuso per decenni, avviato la musealizzazione dell’ex Monastero di Santa Maria degli Angeli e promosso una visione interdisciplinare della dinastia che integra arti figurative, musica e documenti storici. Tra le imprese più rilevanti figura la presentazione internazionale del “Patto di Famiglia” dell’Elettrice Palatina, con edizione anastatica e digitalizzazione integrale del corpus archivistico in collaborazione con l’Archivio di Stato di Firenze e la Regione Toscana. Il museo si è inoltre dotato nel 2025 della Biblioteca del Museo de’ Medici, formata da oltre dodicimila volumi antichi, che restituisce al complesso monastico il ruolo di centro umanistico e luogo primario di ricerca.

Sotto la sua direzione il museo ha promosso mostre e convegni in tutta la Toscana — dalla Lunigiana alla Val di Chiana — e ha realizzato iniziative di carattere internazionale, tra cui l’esposizione in collaborazione col Museo Novecento di Firenze, sulla cultura del vino al Parlamento Europeo di Bruxelles, inaugurata dalla Presidente Roberta Metsola.

Nel quadro della ricerca storica e della divulgazione specialistica, Lastrucci affianca all’attività direttoriale una presenza costante in contesti accademici e istituzionali. All’Accademia delle Arti del Disegno è invitato a intervenire nel ciclo Cosimo II de’ Medici (1621–2021), dove tiene – accanto a Federico Maria Sardelli – la conferenza «Il Granduca danza. Gusto, stile e avvenimenti musicali alla corte di Cosimo II (1609–1621)», dedicata alla trasformazione del linguaggio performativo mediceo: dagli esperimenti del recitar cantando alle feste coreografiche e spettacolarità di corte che segnano l’ingresso della Toscana nella modernità barocca.

La sua attività di relatore e divulgatore si intreccia spesso con la programmazione concertistica. Nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio presenta una conferenza–concerto sulle imprese di Cosimo I nella cultura sonora del Cinquecento avanzato, mentre a Santa Maria della Scala, a Siena, approfondisce la dimensione rituale e politica della musica nella corte medicea attraverso una lezione–concerto dedicata sempre alla figura del primo granduca. Nell’ambito internazionale partecipa al convegno dell’Istituto Francese di Firenze I due Baptiste: Molière e Lully, intervenendo con una relazione poi pubblicata negli atti che analizza la costruzione del “mito fiorentino” di Lully e le sue risonanze nella cultura teatrale europea.

L’attività editoriale procede in parallelo alla prassi espositiva e ai progetti promossi per la Presidenza della Regione Toscana, che gli affida la cura dell’intero ciclo dedicato alla memoria dinastica medicea nelle sale di Palazzo Strozzi Sacrati. Ne nascono tre grandi mostre, fra storia politica e cultura visiva: Deo simillimum principem. Cosimo III de’ Medici, 300 anni dopo (2023), che inaugura il percorso con una rilettura del granducato tardo-mediceo; Cosimo I de’ Medici 1574–2024 (2024), dedicata alla costruzione statuale del primo granduca; e Maria de’ Medici. Alle origini del Grand Siècle 1575–2025 (2025), che ricostruisce il passaggio della dinastia nella storia politica e culturale di Francia. In questi contesti Lastrucci non solo coordina i progetti scientifici e l’allestimento, ma firma saggi che articolano una lettura aggiornata del mecenatismo dinastico, delle strategie di rappresentazione e del rapporto fra immagine pubblica e potere.

Sul versante critico e giornalistico, Lastrucci è presente in autorevoli riviste italiane ed europee. Rai Cinque documenta il grande concerto per il Giubileo, Quinte Parallele gli dedica una lunga intervista sull’emergere di nuove istituzioni barocche in Italia, Scherzo segnala i suoi progetti discografici e le principali tappe della sua carriera direttoriale, mentre Total Baroque Magazine gli dedica un ampio ritratto in occasione della nascita dell’Istituto Giovanni Battista Lulli, riconoscendone il ruolo nel rinnovamento dell’immagine e della ricezione di Lully nel panorama europeo contemporaneo.

A completamento del suo lavoro ricopre incarichi istituzionali presso la Scuola di Musica di Fiesole (CdA), la Villa Medicea di Montelupo (Consigliere Speciale per il recupero e la valorizzazione), l’Itinerario Culturale Europeo “Le Vie di Leonardo da Vinci” (in qualità di delegato della Città Metropolitana di Firenze) e l’Istituto Giovanni Battista Lulli, del quale è co-direttore.